What is Open311? | Open311

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What is Open311? | Open311.

Se volessimo stabilire quale possa essere la prossima sfida degli open data, probabilmente dovremmo rivolgere l’attenzione verso due direttrici. La prima consisterebbe nel definire una modalità standard per la produzione di questi dati, se non altro relativamente a un dato dominio. La seconda, invece, sarebbe relativa alle modalità di condividere questi dati in modo semplice e interoperabile.

In questa direzione vanno esperienze come quella di Open311, orientata alla segnalazione, condivisione e discussione di problematiche di spazi pubblici. La standardizzazione può consentire la nascita di applicazioni e servizi trasversali a più città, per esempio. Contemporaneamente, il sistema consente agli sviluppatori terzi di interfacciarsi mediante API al database dei dati raccolti e produrre prodotti software basati su di essi.

Open data Firenze

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All’evento Firenze 20Venti, arriva l’annuncio dell’apertura dei dati comunali fiorentini.

P.A.: Firenze, primo Comune ad aprire banche dati ai cittadini – – Libero-News.it.

Bologna 2000 “European Digital Agenda Going Local Italia”: appuntamento lunedì a Bologna |

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Un evento in cui si parlerà anche di Open Data.

“L’affermazione di nuovi diritti di cittadinanza digitale – spiega l’assessore regionale alle Reti di infrastrutture materiali e immateriali Alfredo Peri – è uno dei passaggi fondamentali per attuare gli obiettivi indicati nell’Agenda digitale europea, la cui realizzazione locale deve essere affidata a programmazioni strategiche. Tutto questo per avvicinare obiettivi e risultati ai veri bisogni della popolazione e per rendere veramente ‘intelligenti’ i nostri territori e le nostre città. In quest’ottica – conclude l’assessore – diventa inoltre sempre più rilevante identificare forme nuove di cooperazione tra settore pubblico e settore privato per realizzare infrastrutture, ma anche servizi, che favoriscano la creazione e diffusione di competenze, professionalità, valore umano ed economico”.

Bologna 2000 “European Digital Agenda Going Local Italia”: appuntamento lunedì a Bologna |.

Il giornalismo basato su open data

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Raccogliamo il contributo rilasciato dal blog Senza Megafono. Ci sembra una lettura molto interessante e approfondita sulla tematica dell’uso di dati grezzi aperti per la rielaborazione di notizie giornalistiche.

http://senzamegafono.com/2011/11/04/3091/

Open data all’estero: Francia, Parigi, Barcellona, Nuova Zelanda

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Ecco alcuni portali nazionali o cittadini dedicati agli Open Data:

Lo stato degli open data 2011

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David Eaves pubblica un interessante punto della situazione sul movimento Open Data e sui risultati da esso conseguiti nel corso degli ultimi anni.

L’intero articolo si può leggere sul suo blog o sul portale EPSI Platform.

In sintesi questi i principali risultati raggiunti secondo l’autore:

  1. aumento del numero dei portali Open Data (tendenza che si sta verificando anche in Italia, aggiungiamo noi)
  2. miglior comprensione del problema e aumento della domanda di dati aperti
  3. un maggior numero di sperimentazioni sul tema

Altrettante le sfide che il movimento Open Data deve affrontare:

  1. far comprendere alle istituzioni che gli Open Data non sono una moda ma un fattore concreto e costitutivo della loro azione (ci piace molto questa frase: “Our goal is to make governments understand that they are data management organizations and that they need to manage their data assets with the same rigour with which they manage physical assets like roads and bridges”, ossia: “il nostro obiettivo è far sì che i governi comprendano che essi stessi sono organizzazioni che gestiscono dati e che necessitano di gestire i loro dati con lo stesso rigore con il quale gestiscono i beni fisici, come strade e ponti”);
  2. creare schemi che permettano a dataset distinti di dialogare maggiormente tra loro, ridurre quindi la frammentazione tra iniziative che pur sorte dal basso possono necessitare un vocabolario e una metodologia comune per poter diventare efficaci;
  3. allargare il movimento, portandolo all’interesse di grandi players istituzionali o commerciali al fine di accrescere ancora di più la domanda e l’offerta di dati aperti.

Giornalismo e Open Data

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Sul blog di Mario Tedeschini Lalli si sta evolvendo una riflessione sul rapporto tra Open Data e Giornalismo. In effetti questo è uno dei campi di applicazione più naturali di questo approccio alla gestione dell’informazione (pubblica e privata). Leggendo questi post si può arrivare a delineare il quadro italiano di un simile rapporto.

In particolare, il primo articolo della serie riassume e aiuta a comprendere le varie posizioni in merito e il quadro della situazione attuale.

Sicuramente potrebbe essere interessante raccogliere segnalazioni circa gli esempi di giornalismo basato su dati aperti. Italiani e non.

Indagheremo… 🙂

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