David Eaves pubblica un interessante punto della situazione sul movimento Open Data e sui risultati da esso conseguiti nel corso degli ultimi anni.

L’intero articolo si può leggere sul suo blog o sul portale EPSI Platform.

In sintesi questi i principali risultati raggiunti secondo l’autore:

  1. aumento del numero dei portali Open Data (tendenza che si sta verificando anche in Italia, aggiungiamo noi)
  2. miglior comprensione del problema e aumento della domanda di dati aperti
  3. un maggior numero di sperimentazioni sul tema

Altrettante le sfide che il movimento Open Data deve affrontare:

  1. far comprendere alle istituzioni che gli Open Data non sono una moda ma un fattore concreto e costitutivo della loro azione (ci piace molto questa frase: “Our goal is to make governments understand that they are data management organizations and that they need to manage their data assets with the same rigour with which they manage physical assets like roads and bridges”, ossia: “il nostro obiettivo è far sì che i governi comprendano che essi stessi sono organizzazioni che gestiscono dati e che necessitano di gestire i loro dati con lo stesso rigore con il quale gestiscono i beni fisici, come strade e ponti”);
  2. creare schemi che permettano a dataset distinti di dialogare maggiormente tra loro, ridurre quindi la frammentazione tra iniziative che pur sorte dal basso possono necessitare un vocabolario e una metodologia comune per poter diventare efficaci;
  3. allargare il movimento, portandolo all’interesse di grandi players istituzionali o commerciali al fine di accrescere ancora di più la domanda e l’offerta di dati aperti.
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