International Open Data Day Italia 2013

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International Open Data Day Italia 2013 –.

Il nuovo quadro normativo delineato nei due recenti decreti “Crescita” definisce un contesto favorevole allo sviluppo del movimento Open Data, che anche in Italia da circa due anni è già particolarmente vivace. Riteniamo che per accompagnare questa crescita e favorire il consolidamento operativo e metodologico del movimento sia assolutamente essenziale il coinvolgimento e la partecipazione di tutti i soggetti che a vario titolo sono coinvolti, con l’obiettivo anche di affiancare il lavoro degli organismi istituzionali con riflessioni, analisi, indicazioni, materiali. Sulla rete questo dibattito è stato già da tempo avviato in forma assolutamente spontanea. Per valorizzare queste energie crediamo che la strada non possa che essere un’iniziativa che parta dal basso, dal coinvolgimento diretto di tutti i soggetti, pubblici e privati, che hanno finora lavorato in Italia su open data e linked open data. La terza edizione dell’International Open Data Day – che si svolgerà il 23 febbraio 2013 – può essere il contesto in cui collocare un appuntamento operativo durante il quale presentare e discutere pubblicamente suggerimenti, indicazioni, materiali a sostegno dell’attività dell’agenzia per l’Italia digitale in questo campo.

Un barcamp sul tema open data a Perugia

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Mi piacerebbe partecipare (ma probabilmente non potrò), in ogni caso segnalo:

L’Associazione Italiana per l’Open Government organizza un evento nell’ambito del Festival Internazionale del Giornalismo 2012. Questo evento, che si terrà a Perugia il 28 aprile 2012 (ore 9,30-13,30) ha l’ambizione di fare incontrare amministrazioni, sviluppatori e giornalisti per discutere dei benefici e dei rischi legati alla disponibilità on line di un numero sempre crescente di dati pubblici (c.d. “Open Data”).

viaDatacamp al Festival del Giornalismo 2012.

Noci: “Open data? La PA non è pronta”

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Corriere delle Comunicazioni pubblica una breve intervista a Giuliano Noci, ordinario di Marketing presso il Politecnico di Milano ed esperto di e-government. Una voce critica nei confronti dell’entusiasmo (non rispetto al concetto in sé) sollevato dagli Open Data.

Noci: “Open data? La PA non è pronta”.

In sintesi, la posizione del professore si può riassumere nella necessità di assegnare ad altre linee di azione maggiore priorità in direzione dell’attuazione di un vero e proprio e-gov. Soddisfatte queste, sarà sensato affrontare il tema degli open data. In primis: la digitalizzazione dei servizi di back office.h

Segnalazioni varie

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A Torino, CSI Piemonte è capofila di un nuovo progetto europeo che ha il focus sugli Open Data. Per maggiori approfondimenti:

http://www.csipiemonte.it/cms/magazine/news/677-progetto-europeo-open-dai-iniziano-i-lavori.html

A Trento, si cerca un Open Data Specialist

http://www.trentorise.eu/jobs/15-2-12/open-data-project-specialist

Ostacoli alla diffusione (e all’utilizzo) degli Open Data

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Oggi su ilSole24Ore.com si parla di Open data cercando di mettere in luce quelli che possono essere le principali problematiche relative alla loro adozione / diffusione / utilizzo. L’autore dell’articolo mette in luce queste criticità (consultando altri esperti sul tema):

  1. ostacoli culturali: c’è chi pensa che rendere aperti i dati possa creare problemi alle amministrazioni stesse; la trasparenza è considerata da tutti un valore ma può accadere che non la si voglia per sé o per la propria organizzazione…
  2. ostacoli organizzativi / tecnici: le amministrazioni hanno prodotto negli anni una mole impressionante di dati e di applicazioni per gestire questi dati… portarli alla luce può essere un’operazione lunga e problematica.

Ecco il link all’articolo completo.

http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-02-10/casa-vetro-stato-194354.shtml?uuid=AanG3zpE

Ci permettiamo di aggiungere un terzo fattore, di ordine economico: l’assenza, ad oggi, di un mercato così ampio da attirare sui dati pubblici l’interesse di aziende e professionisti. Si farà e crescerà anche in funzione di quanto i primi due punti saranno soddisfatti e superati. Tuttavia lo sviluppo di una “domanda” matura di dati aperti potrebbe indurre le amministrazioni a produrne di più e meglio.

Dati a 5 stelle

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Negli articoli di approfondimento sul tema Open Data viene spesso richiamato un concetto espresso da Tim Berners Lee in un suo testo del 2006, successivamente integrato nel 2010 proprio per incoraggiare governi e altri enti pubblici a rilasciare dati in formato aperto. Anzitutto ecco il link all’articolo:

Linked Data – Design Issues

Questo testo non parla espressamente di Open Data (il tema vero è proprio è il Semantic Web) ma è un vero e proprio manifesto indiretto dell’argomento. L’aggiunta del 2010 è servita infatti a introdurre il concetto di “linked open data”, ossia quel particolare tipo di dato strutturato semanticamente che viene pubblicato in rete con licenze di consultazione e d’uso poco restrittive (si citano per esempio le licenze Creative Commons oppure le licenze nazionali come quella britannica).

In questa occasione viene introdotta una scala a cinque stelle per misurare quanto i dati siano non solo formalmente ma anche sostanzialmente aperti e accessibili.

TBL indica questi cinque criteri (da me tradotti), per ciascuno dei quali assegna una “stella” se il dataset lo rispetta:

  1. Il dato è disponibile sul web (in qualsiasi formato) ma con una licenza aperta affinché possa essere considerato Open Data
  2. Il dato è disponibile in un formato strutturato che può essere interpretato da un software (per esempioun foglio di calcolo Microsoft Excel al posto di un’immagine scansionata di una tabella)
  3. Il dato è in un formato strutturato (vedi il punto 2) e inoltre questo formato non è proprietario (nell’esempio di prima, CSV è un formato migliore di Microsoft Excel in quanto non soggetto a licenza)
  4. Oltre a rispettare tutti i criteri precedenti, il dato fa uso di standard aperti definiti da W3C (come RDF e SPARQL) per identificare oggetti, cosicché le persone possono far riferimento (programmatico, NdT) alle tue risorse
  5. Il dato rispetta tutti gli altri criteri e inoltre contiene collegamenti ad altri dati al fine di fornire un contesto alle proprie informazioni.

Sicuramente un modo chiaro ed elegante per esprimere i concetti di fondo di questo approccio. Tanto che alcuni hanno già provveduto a realizzare dei badge da apporre nelle pagine di download dei dataset aperti:

http://lab.linkeddata.deri.ie/2010/lod-badges/

Linee guida per gli Open Data

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Navigando in rete e consultando una pubblicazione sul tema, mi sono imbattuto in questo decalogo per la pubblicazione di dati aperti di massima qualità:

Ten Open Data Guidelines.

Mi sembrano interessanti e dunque ve ne propongo l’elenco tradotto. I dati aperti devono essere:

  1. completi
  2. primari
  3. aggiornati tempestivamente
  4. accessibili
  5. leggibili da un calcolatore
  6. non proprietari
  7. liberi da licenza
  8. revisionabili / controllabili
  9. facili da trovare
  10. permanenti

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